Taj Mahal: il simbolo di una storia d'amore immortale

Oggi ti raccontiamo la storia di una delle sette meraviglie del mondo, un posto magnifico custode di una grande storia d’amore.

Oggi ti raccontiamo la storia di una delle sette meraviglie del mondo, un posto magnifico custode di una grande storia d’amore.

Il mausoleo del Taj Mahal è il simbolo del vero amore, puro che non conosce ostacoli di religione o culture. La sua costruzione fu voluta dall’imperatore Shah Jahan, per ospitare la tomba di Mumtaz Mahal, la sua anima gemella.

La loro storia d’amore inizia nel 1607, quando il futuro imperatore musulmano Shan Jahan, incontrò al mercato della città indiana di Agra, Arjumand Banu Begum la figlia di un Ministro della Corte.

Leggenda narra che, Arjumand stesse provando una collana dal valore di 10.000 rupie e il principe incantato da quella visione, pagò senza esitazione il gioiello, conquistando il cuore della principessa.

Purtroppo, per ragioni di Stato venne costretto a prendere in moglie una delle figlie del re di Persia, ma dal momento che la legge musulmana gli permetteva di avere più mogli, alcuni anni dopo il loro primo incontro, il principe poté realizzare il proprio sogno e sposare la sua amata.

Durante le nozze il principe divenuto Imperatore, chiamò la sua sposa Mumtaz Mahal “la perla del palazzo” e instaurò con lei un legame unico diverso da quello con le altre mogli. D’altronde il loro amore non era nato per convenienza ma per un sentimento puro e incondizionato e questo aveva il suo peso.

Il matrimonio durò ben 19 anni e la coppia fu così complice al punto che Shan Jahan salito al trono, diede alla moglie il sigillo imperiale e la portò con sè per tutto l’Impero Mughal, perfino nelle loro campagne militari.

Mumtaz Mahal morì nel 1637, dando alla luce l’ultimo figlio dei quattordici che ebbe assieme a Jahan. L’ultimo desiderio di lei fu quello di voler riposare in un bellissimo monumento funebre, quello che poi sarebbe stato il Taj Mahal.

La costruzione iniziò nel 1632 e fu completata 22 anni dopo. Vennero chiamati architetti, artisti e artigiani da tutto il mondo, soprattutto dalla Persia. La leggenda vuole che Shan Jahan fece giustiziare gli addetti ai lavori perché nessuno al mondo potesse

riprodurre una meraviglia. Risvolti macabri a parte il Il Taj Mahal è IL monumento all’amore per eccellenza. Per noi anche il monumento più bello al mondo.

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